Associazione Onlus per il sostegno a donne in situazioni di difficoltà
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11.07.07
Come traspare dagli ultimi e sempre più numerosi fatti di cronaca, la violenza è un problema che non riguarda soltanto le relazioni fra gli adulti ma coinvolge, in un modo o nell’altro, anche le nuove generazioni.
L’Associazione “da donna a DONNA”, da 10 anni impegnata nella provincia di Gorizia a prevenire e contrastare il fenomeno della violenza, ha attivato, fra il 2006 e il 2007, un progetto orientato a sensibilizzare i giovani a questa tematica, che sembra riguardarli sempre più da vicino.
Al progetto “Puoi anche dire no!”, realizzato con il contributo della Regione FVG - Servizio Attività Ricreative, Sportive e Politiche Giovanili, hanno partecipato 1020 ragazzi fra i 15 e i 18 anni, i quali hanno riferito le loro personali esperienze nell’ambito della violenza sia subita che agita, a casa e fuori, attraverso la compilazione di un questionario anonimo.
I dati emersi ci restituiscono una panoramica allarmante, in alcuni casi inaspettata, del mondo dei giovani: la violenza, infatti, risulta un fenomeno diffuso anche nella nostra zona. In tutto, 141 fra ragazzi e ragazze, riferiscono forme di violenza sessuale, 5 ragazzi raccontano di aver subito abusi sessuali da parte di adulti a scuola, l’ 11% è stato picchiato da un singolo, il 5,3% da un gruppo di coetanei.
La situazione all’interno della famiglia risulta non meno preoccupante: il 22,4% delle femmine e il 14,5% dei maschi dicono di sentirsi a disagio in casa, 18 di loro si sentono addirittura in pericolo. Ciò non stupisce se si pensa che 1 ragazzo su 6 a casa subisce delle violenze di tipo fisico, mentre addirittura 1 su 3 parla di violenze di tipo psicologico. 24 ragazze e 3 ragazzi riportano anche abusi di tipo sessuale da parte di famigliari, in molti segnalano di aver assistito a violenze fra i genitori (l’ 11,4%).
Come ci si può attendere, subire violenze può incidere sia sulla salute che sul comportamento dei ragazzi: chi vive in un contesto violento ha più probabilità di agire violenza a sua volta, e ciò è vero soprattutto per il maschi. Il 91% dei ragazzi che subiscono violenza è, infatti, fisicamente violento a sua volta, contro il 70% delle femmine, le quali, più spesso, ne risentono a livello di salute fisica e psicologica, ricorrendo più spesso delle altre a comportamenti alimentari sregloati (diete e abbuffate). Sia i ragazzi che le ragazze che subiscono violenza psicologica abusano di alcolici molto più spesso degli altri, e hanno frequenti mal di testa (quasi il doppio degli altri).
Sembra importante sottolineare che, nonostante possa sembrare un dramma di difficile soluzione, ognuno di noi può fare molto per limitare i danni che potenzialmente la violenza può causare: il sostegno da parte di un adulto significativo, avere un gruppo di amici di riferimento, riuscire in uno sport o avere soddisfazioni a scuola e fuori, possono, realmente, fare la differenza. Il percorso può essere lungo e difficoltoso ma se ad un ragazzo viene data l’occasione di mettere in gioco le proprie risorse personali, queste potranno rivelarglisi utili per far fronte alle situazioni di difficoltà e trovare nuovi modi per uscire da una situazione di violenza.
Proprio per questo motivo è molto importante il contributo che anche l’istituzione scolastica può dare in queste situazioni: i ragazzi trascorrono con compagni ed insegnanti gran parte del loro tempo e sembra fondamentale che in quest’ambiente possano trovare accoglienza e sensibilità.
A tal riguardo ci sembra importante evidenziare che, se in alcuni casi abbiamo potuto contare su insegnanti e dirigenti scolastici sensibili al problema, in altri abbiamo riscontrato notevoli difficoltà nel rapporto con alcuni istituti scolastici, che si sono dimostrati poco sensibili alla tematica, spesso minimizzando o negando la presenza di forme di disagio fra i propri alunni.
I risultati di questa ricerca possono farci capire come spesso ridurre la lotta contro le violenze e gli abusi su bambini e ragazzi ad un problema di ordine pubblico e di “lotta alla pedofilia” in fondo non risolva il problema, non impegnando seriamente nessuno e preparando terreno fertile per la diffusione di un clima di sospetto e ansia: raccomandiamo in mille modi ai ragazzi di guardarsi dall’altro che sta fuori, ma non pensiamo che il suo nemico è otto volte su dieci chi dovrebbe essergli amico.
Scritto da donne alle 11.07.07 10:29
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